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In caso di decesso

Cosa fare in caso di decesso


Disbrigo pratiche burocratiche





Alla morte di un familiare ci si deve occupare di alcune questioni burocratiche.

Inoltre, le onoranze funebri IFA4 sono partner di Assisto, che offre assistenza legale ai parenti delle vittime di incidenti stradali e decessi sul lavoro, contrastando le lunghe tempistiche della giustizia e garantendo alle famiglie delle vittime di ottenere il massimo risarcimento economico possibile.

SCOPRI DI PIÙ SU ASSISTO, oppure continua la lettura sulle principali questioni burocratiche da affrontare in caso di decesso di una persona cara:





Successione

Si attua con il trasferimento dei diritti patrimoniali di una persona defunta a uno o più eredi.

In presenza di beni immobili nel patrimonio del deceduto, è obbligatorio inoltrare una dichiarazione di successione, all’agenzia delle entrate competente, nell’arco di dodici mesi dal decesso.

L’imposta di successione verrà calcolata dopo adeguati accertamenti fiscali e sarà stimata in base al grado di parentela e alla quota ereditaria spettante.

Una volta eseguito il pagamento tramite F23 la ricevuta dovrà essere consegnata insieme con la pratica all’ufficio delle entrate.

La successione può essere di due tipi: legittima e testamentaria; in base al tipo varieranno gli obblighi giuridici e quelli tributari.

Si parla di successione legittima se il defunto non ha lasciato un testamento; in tale caso il patrimonio passa agli eredi in base al rapporto di parentela stabilito dalla legge.

Se invece esiste un testamento, la successione passa ai soggetti nominati nel testamento e le quote saranno quelle in esso definite.

Se uno o più eredi legittimati ritengono che il testamento danneggi in qualche modo i loro diritti possono impugnarlo.

Nei confronti dell’eredità, i successori possono accettarla in modo puro e semplice, accettarla con beneficio di inventario o rifiutarla mediante atto eseguito in tribunale.

Gli eredi legittimati sono: il coniuge; i figli (con quote differenti in base al numero); gli ascendenti (genitori e/o nonni) e i fratelli (se il soggetto deceduto non aveva figli).

Nel caso in cui il defunto non fosse sposato e non avesse figli, l’eredità andrà ai parenti entro il 6° grado; le quote saranno quelle previste dal Codice Civile.

Nel caso non ci fossero parenti entro il 6° grado, l’eredità passerà allo Stato.

Se l’erede o gli eredi accettano la successione, ma con beneficio di inventario, si potrà operare una differenziazione tra il patrimonio del defunto e quello degli eredi, così che l’erede o gli eredi non debbano pagare i debiti del defunto oltre il valore dei beni che hanno ricevuto.

L’inventario è un elenco di debiti e crediti (beni immobili e/o mobili) del defunto e deve essere compilato, entro tre mesi dalla data della morte, dal cancelliere del tribunale pertinente (stabilito in base alla residenza del defunto) o da un notaio.

Nel caso in cui ci fossero eredi minori, interdetti o inabilitati, l’eredità deve essere accettata con beneficio di inventario.

Per far partire questa procedura, basta l’interessamento di uno solo degli eredi.

Se l’eredità viene rifiutata, il successore non entrerà in possesso dei beni del defunto, ma non dovrà neppure assumersi l’onere dei suoi debiti.

Se ci sono più eredi, la parte rifiutata da uno dei successori verrà divisa tra gli altri o attribuita per rappresentazione.

La rinuncia deve essere consegnata al tribunale competente o presso un notaio.

Nel caso in cui il coniuge del soggetto deceduto rifiuti l’eredità, non perderà il diritto di abitazione e neanche la pensione di reversibilità.

La dichiarazione di successione deve essere presentata nel caso in cui il deceduto avesse fabbricati e/o terreni; se il defunto possedeva beni non immobili si deve valutare se esiste o meno l’obbligo di presentarla.

In ogni caso, è obbligatorio consegnare la dichiarazione di successione se:

  L’eredità comprende beni immobili
  Il defunto possedeva beni mobili e immobili (deposito titoli, conti correnti, ecc.)
  La somma dei beni mobili del deceduto supera i 25.822 euro
  I successori non avevano parentela in linea retta con la persona defunta
  Il defunto ha fatto testamento

Gli eredi non devono presentare la dichiarazione di successione se:

  Il deceduto non aveva beni immobili
  La somma dei beni mobili del deceduto è inferiore ai 25.822 euro
  I successori avevano parentela in linea retta con il deceduto.

Testamento

Nel caso esista un testamento, deve essere pubblicato presso un notaio, così che familiari, chiamati alla successione e creditori possano avere conoscenza del contenuto dello stesso.

Il notaio cui si è affidata la pubblicazione può gestire anche tutte le pratiche burocratiche oppure ci si può rivolgere all’ufficio pertinente di un patronato.

In seguito alla pubblicazione, si può redigere la dichiarazione di successione e passare a suddividere l’eredità.

Pensione

La morte di un familiare deve essere notificata per via telematica all’istituto previdenziale, insieme con la richiesta della pensione diretta per il coniuge o l’eventuale incasso di quanto maturato (pensione indiretta) per chi ne ha diritto.

Per la pensione INPS si devono informare le anagrafi comunali che devono notificare per via telematica entro quarantotto ore dal decesso mediante il canale predisposto dal Ministero dell’Interno o se questo canale non dovesse funzionare correttamente, direttamente all’INPS.

Dal 1°gennaio 2015, i medici necroscopi, entro quarantotto ore dal decesso, devono consegnare il certificato di accertamento della morte al Comune e all’INPS.

Se la persona deceduta percepiva già una pensione o ne aveva maturato il diritto, alcuni familiari possono chiedere la pensione di reversibilità.

I soggetti cui spetta la pensione diretta sono:

  Il coniuge, anche separato, se il defunto era iscritto all’ente previdenziale prima della sentenza di separazione; il coniuge separato con addebito, se aveva diritto all’assegno alimentare a carico del coniuge deceduto; il coniuge divorziato, se non ha contratto nuovo matrimonio e ha diritto all’assegno di divorzio, e se il coniuge deceduto era già iscritto all’ente previdenziale, prima che venisse pronunciata la sentenza di divorzio. Nel caso in cui la persona deceduta avesse contratto un nuovo matrimonio, la quota della pensione diretta dovrà essere divisa tra il coniuge divorziato e quello attuale. Se uno dei coniugi cui spetta la pensione diretta dovesse morire, il superstite percepirà la quota intera. Se il coniuge cui spetta la pensione diretta dovesse risposarsi, ne perderà il diritto e riceverebbe, invece, una liquidazione pari a una somma 26 volte la cifra della pensione riscossa fino alla data del nuovo matrimonio

  I figli (legittimi, naturali, adottivi o legittimati, riconosciuti legalmente) minorenni; studenti delle superiori di età tra i 18 e i 21 anni privi di occupazione e a carico del genitore deceduto; studenti dell’Università disoccupati e a carico della persona defunta (solo per la durata del corso legale di laurea e non oltre i 26 anni); inabili a carico del genitore deceduto di qualsiasi età

  I nipoti minorenni, a carico del deceduto, equiparati dalla Corte Costituzionale ai figli legittimati.

Banca - Istituti di credito

Nell’eventualità che la successione comprenda obbligazioni, depositi titoli, fondi di investimento, conti correnti, cassette di sicurezza, azioni, libretti postali, buoni postali fruttiferi o qualsiasi altra attività bancaria, si deve avvisare del decesso del familiare l’istituto bancario o postale presso cui esistevano tali rapporti.

Si devono anche consegnare alcuni documenti:

  Certificato di morte (consegnato dal Comune o dall’agenzia di pompe funebri)
  Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, redatta presso l’anagrafe, che stabilisce chi sono i successori. Questo documento si può richiedere in Comune o all’ufficio anagrafe
  Testamento se esistente, in tal caso, si devono fornire all’impiegato gli estremi di pubblicazione dello stesso.

Dopo aver notificato il decesso del familiare, il conto sarà congelato, finché non sarà consegnato un atto notorio che attesti l’identità degli eredi.

Se ci sono cointestatari del conto, questi dovranno aprire un altro conto e successivamente, cambiare gli appoggi bancari di eventuali utenze.

Per poter scongelare il conto si devono consegnare i seguenti documenti:

  Dichiarazione della banca, della posta o della finanziaria che elenchi tutte le attività compiute dalla persona defunta e il saldo alla data del decesso
  Certificato di morte
  Certificato di matrimonio con nota del regime patrimoniale del deceduto
  Fotocopia del documento di identità e codice fiscale del deceduto
  Stato di famiglia storico del defunto
  Fotocopie dei documenti di identità e codici fiscali di tutti i successori
  Stati di famiglia dei successori
  Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà redatto presso l’anagrafe
  Copia conforme del testamento, se esistente
  Originale della rinuncia alla successione (se uno o più eredi l’hanno presentata)
  Copie dei contratti stipulati con l’istituto di credito
  Copia della sentenza di separazione
  Buoni postali fruttiferi, se esistenti.

Dopo la consegna del certificato di morte e della dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, le poste o la banca consegneranno la dichiarazione di sussistenza o di credito che dichiarerà ogni cosa intestata al defunto.

Assicurazioni

Le società intestatarie di polizze su infortuni, rischi di morte o sull’auto devono essere informate della morte di un familiare ed è inoltre obbligatorio inoltrare ad esse il certificato di morte.

Gli eredi hanno tempo sei mesi per eseguire il passaggio di un veicolo; se c’è più di un successore, il mezzo risulterà cointestato a più soggetti, se tutti i successori sono concordi, possono intestare il veicolo a uno di loro.

Si suggerisce di affidarsi ad agenzie di pratiche auto per effettuare la successione e il passaggio di proprietà che deve essere eseguito entro sessanta giorni dal decesso.

Se non si esegue l’intestazione a uno solo dei successori si può incorrere in una particolare complicazione: certe compagnie assicurative non accettano che la polizza di un mezzo sia cointestata.

Per ovviare a tale questione si può mettere nel passaggio del veicolo il nome della persona che fa uso del veicolo come primo intestatario.

Se tale soluzione non è accettata si deve eseguire un secondo passaggio, da tutti gli eredi a chi usa effettivamente il mezzo.

Riguardo alla classe di merito, in certi casi, non si può attuare la trasferibilità (legge Bersani) con particolari distinzioni:

  se il mezzo è intestato a tutti gli eredi non conviventi, la nuova polizza acquisirà la classe peggiore tra quelle possedute dagli eredi
  Se il mezzo è intestato a tutti gli eredi conviventi, la nuova polizza prenderà la classe migliore tra quelle in possesso degli eredi
  Se il mezzo è intestato a un solo erede, convivente, si applicherà la legge Bersani; se non fosse convivente, la polizza acquisterà la classe di merito peggiore o uguale a quella posseduta da un altro soggetto a lui convivente.

Utenze

I cambiamenti di intestazione causati dalla morte di un familiare devono essere notificati alle ditte fornitrici dei dispositivi per distribuire gas, acqua, luce e utenze telefoniche.

Inoltre, bisogna annullare o cambiare l’intestazione della cartella esattoriale della tassa di smaltimento rifiuti e l’IMU presso l’ufficio comunale pertinente.

Abbonamento RAI

Si può annullare tramite raccomandata oppure si può sostituire il vecchio intestatario con uno nuovo ed è sufficiente che questi non abbia già un altro abbonamento.

Armi da fuoco

Se il defunto possedeva armi da fuoco, munizioni o materiale che necessitano di specifica denuncia, entro otto giorni dal decesso, si deve notificare il trasferimento di possesso al commissariato di polizia competente o ai carabinieri di zona.

I pubblici ufficiali stenderanno un verbale di ritrovamento e poi porteranno via il materiale; in seguito, si potrà richiedere un nulla osta per rientrarne in possesso.

Dichiarazione dei redditi

Quella dell’anno in cui il familiare è deceduto, deve essere presentata da uno dei successori tramite Modello Unico.

Detrazione delle spese funebri

Si può richiedere una detrazione d’imposta del 19% (294,50 euro) su 1.550 euro, l’anno successivo a quello in cui si sono pagate le spese del funerale.

Dal 2016, anche chi non ha aveva un legame di parentela con il defunto può fare richiesta di detrazione.

Se le spese del funerale sono state affrontate da più familiari, la detrazione potrà essere ripartita tra tutti, mediante una dichiarazione di ripartizione delle spese.




Cosa fare in caso di decesso


Disbrigo pratiche burocratiche





Alla morte di un familiare ci si deve occupare di alcune questioni burocratiche.

Inoltre, le onoranze funebri IFA4 sono partner di Assisto, che offre assistenza legale ai parenti delle vittime di incidenti stradali e decessi sul lavoro, contrastando le lunghe tempistiche della giustizia e garantendo alle famiglie delle vittime di ottenere il massimo risarcimento economico possibile.

SCOPRI DI PIÙ SU ASSISTO, oppure continua la lettura sulle principali questioni burocratiche da affrontare in caso di decesso di una persona cara:





Successione


Si attua con il trasferimento dei diritti patrimoniali di una persona defunta a uno o più eredi.

In presenza di beni immobili nel patrimonio del deceduto, è obbligatorio inoltrare una dichiarazione di successione, all’agenzia delle entrate competente, nell’arco di dodici mesi dal decesso.

L’imposta di successione verrà calcolata dopo adeguati accertamenti fiscali e sarà stimata in base al grado di parentela e alla quota ereditaria spettante.

Una volta eseguito il pagamento tramite F23 la ricevuta dovrà essere consegnata insieme con la pratica all’ufficio delle entrate.

La successione può essere di due tipi: legittima e testamentaria; in base al tipo varieranno gli obblighi giuridici e quelli tributari.

Si parla di successione legittima se il defunto non ha lasciato un testamento; in tale caso il patrimonio passa agli eredi in base al rapporto di parentela stabilito dalla legge.

Se invece esiste un testamento, la successione passa ai soggetti nominati nel testamento e le quote saranno quelle in esso definite.

Se uno o più eredi legittimati ritengono che il testamento danneggi in qualche modo i loro diritti possono impugnarlo.

Nei confronti dell’eredità, i successori possono accettarla in modo puro e semplice, accettarla con beneficio di inventario o rifiutarla mediante atto eseguito in tribunale.

Gli eredi legittimati sono: il coniuge; i figli (con quote differenti in base al numero); gli ascendenti (genitori e/o nonni) e i fratelli (se il soggetto deceduto non aveva figli).

Nel caso in cui il defunto non fosse sposato e non avesse figli, l’eredità andrà ai parenti entro il 6° grado; le quote saranno quelle previste dal Codice Civile.

Nel caso non ci fossero parenti entro il 6° grado, l’eredità passerà allo Stato.

Se l’erede o gli eredi accettano la successione, ma con beneficio di inventario, si potrà operare una differenziazione tra il patrimonio del defunto e quello degli eredi, così che l’erede o gli eredi non debbano pagare i debiti del defunto oltre il valore dei beni che hanno ricevuto.

L’inventario è un elenco di debiti e crediti (beni immobili e/o mobili) del defunto e deve essere compilato, entro tre mesi dalla data della morte, dal cancelliere del tribunale pertinente (stabilito in base alla residenza del defunto) o da un notaio.

Nel caso in cui ci fossero eredi minori, interdetti o inabilitati, l’eredità deve essere accettata con beneficio di inventario.

Per far partire questa procedura, basta l’interessamento di uno solo degli eredi.

Se l’eredità viene rifiutata, il successore non entrerà in possesso dei beni del defunto, ma non dovrà neppure assumersi l’onere dei suoi debiti.

Se ci sono più eredi, la parte rifiutata da uno dei successori verrà divisa tra gli altri o attribuita per rappresentazione.

La rinuncia deve essere consegnata al tribunale competente o presso un notaio.

Nel caso in cui il coniuge del soggetto deceduto rifiuti l’eredità, non perderà il diritto di abitazione e neanche la pensione di reversibilità.

La dichiarazione di successione deve essere presentata nel caso in cui il deceduto avesse fabbricati e/o terreni; se il defunto possedeva beni non immobili si deve valutare se esiste o meno l’obbligo di presentarla.

In ogni caso, è obbligatorio consegnare la dichiarazione di successione se:

  L’eredità comprende beni immobili
  Il defunto possedeva beni mobili e immobili (deposito titoli, conti correnti, ecc.)
  La somma dei beni mobili del deceduto supera i 25.822 euro
  I successori non avevano parentela in linea retta con la persona defunta
  Il defunto ha fatto testamento

Gli eredi non devono presentare la dichiarazione di successione se:

  Il deceduto non aveva beni immobili
  La somma dei beni mobili del deceduto è inferiore ai 25.822 euro
  I successori avevano parentela in linea retta con il deceduto.



Testamento


Nel caso esista un testamento, deve essere pubblicato presso un notaio, così che familiari, chiamati alla successione e creditori possano avere conoscenza del contenuto dello stesso.

Il notaio cui si è affidata la pubblicazione può gestire anche tutte le pratiche burocratiche oppure ci si può rivolgere all’ufficio pertinente di un patronato.

In seguito alla pubblicazione, si può redigere la dichiarazione di successione e passare a suddividere l’eredità.



Pensione


La morte di un familiare deve essere notificata per via telematica all’istituto previdenziale, insieme con la richiesta della pensione diretta per il coniuge o l’eventuale incasso di quanto maturato (pensione indiretta) per chi ne ha diritto.

Per la pensione INPS si devono informare le anagrafi comunali che devono notificare per via telematica entro quarantotto ore dal decesso mediante il canale predisposto dal Ministero dell’Interno o se questo canale non dovesse funzionare correttamente, direttamente all’INPS.

Dal 1°gennaio 2015, i medici necroscopi, entro quarantotto ore dal decesso, devono consegnare il certificato di accertamento della morte al Comune e all’INPS.

Se la persona deceduta percepiva già una pensione o ne aveva maturato il diritto, alcuni familiari possono chiedere la pensione di reversibilità.

I soggetti cui spetta la pensione diretta sono:

  Il coniuge, anche separato, se il defunto era iscritto all’ente previdenziale prima della sentenza di separazione; il coniuge separato con addebito, se aveva diritto all’assegno alimentare a carico del coniuge deceduto; il coniuge divorziato, se non ha contratto nuovo matrimonio e ha diritto all’assegno di divorzio, e se il coniuge deceduto era già iscritto all’ente previdenziale, prima che venisse pronunciata la sentenza di divorzio. Nel caso in cui la persona deceduta avesse contratto un nuovo matrimonio, la quota della pensione diretta dovrà essere divisa tra il coniuge divorziato e quello attuale. Se uno dei coniugi cui spetta la pensione diretta dovesse morire, il superstite percepirà la quota intera. Se il coniuge cui spetta la pensione diretta dovesse risposarsi, ne perderà il diritto e riceverebbe, invece, una liquidazione pari a una somma 26 volte la cifra della pensione riscossa fino alla data del nuovo matrimonio

  I figli (legittimi, naturali, adottivi o legittimati, riconosciuti legalmente) minorenni; studenti delle superiori di età tra i 18 e i 21 anni privi di occupazione e a carico del genitore deceduto; studenti dell’Università disoccupati e a carico della persona defunta (solo per la durata del corso legale di laurea e non oltre i 26 anni); inabili a carico del genitore deceduto di qualsiasi età

  I nipoti minorenni, a carico del deceduto, equiparati dalla Corte Costituzionale ai figli legittimati.



Banca - Istituti di credito


Nell’eventualità che la successione comprenda obbligazioni, depositi titoli, fondi di investimento, conti correnti, cassette di sicurezza, azioni, libretti postali, buoni postali fruttiferi o qualsiasi altra attività bancaria, si deve avvisare del decesso del familiare l’istituto bancario o postale presso cui esistevano tali rapporti.

Si devono anche consegnare alcuni documenti:

  Certificato di morte (consegnato dal Comune o dall’agenzia di pompe funebri)
  Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, redatta presso l’anagrafe, che stabilisce chi sono i successori. Questo documento si può richiedere in Comune o all’ufficio anagrafe
  Testamento se esistente, in tal caso, si devono fornire all’impiegato gli estremi di pubblicazione dello stesso.

Dopo aver notificato il decesso del familiare, il conto sarà congelato, finché non sarà consegnato un atto notorio che attesti l’identità degli eredi.

Se ci sono cointestatari del conto, questi dovranno aprire un altro conto e successivamente, cambiare gli appoggi bancari di eventuali utenze.

Per poter scongelare il conto si devono consegnare i seguenti documenti:

  Dichiarazione della banca, della posta o della finanziaria che elenchi tutte le attività compiute dalla persona defunta e il saldo alla data del decesso
  Certificato di morte
  Certificato di matrimonio con nota del regime patrimoniale del deceduto
  Fotocopia del documento di identità e codice fiscale del deceduto
  Stato di famiglia storico del defunto
  Fotocopie dei documenti di identità e codici fiscali di tutti i successori
  Stati di famiglia dei successori
  Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà redatto presso l’anagrafe
  Copia conforme del testamento, se esistente
  Originale della rinuncia alla successione (se uno o più eredi l’hanno presentata)
  Copie dei contratti stipulati con l’istituto di credito
  Copia della sentenza di separazione
  Buoni postali fruttiferi, se esistenti.

Dopo la consegna del certificato di morte e della dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, le poste o la banca consegneranno la dichiarazione di sussistenza o di credito che dichiarerà ogni cosa intestata al defunto.



Assicurazioni


Le società intestatarie di polizze su infortuni, rischi di morte o sull’auto devono essere informate della morte di un familiare ed è inoltre obbligatorio inoltrare ad esse il certificato di morte.

Gli eredi hanno tempo sei mesi per eseguire il passaggio di un veicolo; se c’è più di un successore, il mezzo risulterà cointestato a più soggetti, se tutti i successori sono concordi, possono intestare il veicolo a uno di loro.

Si suggerisce di affidarsi ad agenzie di pratiche auto per effettuare la successione e il passaggio di proprietà che deve essere eseguito entro sessanta giorni dal decesso.

Se non si esegue l’intestazione a uno solo dei successori si può incorrere in una particolare complicazione: certe compagnie assicurative non accettano che la polizza di un mezzo sia cointestata.

Per ovviare a tale questione si può mettere nel passaggio del veicolo il nome della persona che fa uso del veicolo come primo intestatario.

Se tale soluzione non è accettata si deve eseguire un secondo passaggio, da tutti gli eredi a chi usa effettivamente il mezzo.

Riguardo alla classe di merito, in certi casi, non si può attuare la trasferibilità (legge Bersani) con particolari distinzioni:

  se il mezzo è intestato a tutti gli eredi non conviventi, la nuova polizza acquisirà la classe peggiore tra quelle possedute dagli eredi
  Se il mezzo è intestato a tutti gli eredi conviventi, la nuova polizza prenderà la classe migliore tra quelle in possesso degli eredi
  Se il mezzo è intestato a un solo erede, convivente, si applicherà la legge Bersani; se non fosse convivente, la polizza acquisterà la classe di merito peggiore o uguale a quella posseduta da un altro soggetto a lui convivente.



Utenze


I cambiamenti di intestazione causati dalla morte di un familiare devono essere notificati alle ditte fornitrici dei dispositivi per distribuire gas, acqua, luce e utenze telefoniche.

Inoltre, bisogna annullare o cambiare l’intestazione della cartella esattoriale della tassa di smaltimento rifiuti e l’IMU presso l’ufficio comunale pertinente.



Abbonamento RAI


Si può annullare tramite raccomandata oppure si può sostituire il vecchio intestatario con uno nuovo ed è sufficiente che questi non abbia già un altro abbonamento.



Armi da fuoco


Se il defunto possedeva armi da fuoco, munizioni o materiale che necessitano di specifica denuncia, entro otto giorni dal decesso, si deve notificare il trasferimento di possesso al commissariato di polizia competente o ai carabinieri di zona.

I pubblici ufficiali stenderanno un verbale di ritrovamento e poi porteranno via il materiale; in seguito, si potrà richiedere un nulla osta per rientrarne in possesso.



Dichiarazione dei redditi


Quella dell’anno in cui il familiare è deceduto, deve essere presentata da uno dei successori tramite Modello Unico.



Detrazione delle spese funebri


Si può richiedere una detrazione d’imposta del 19% (294,50 euro) su 1.550 euro, l’anno successivo a quello in cui si sono pagate le spese del funerale.

Dal 2016, anche chi non ha aveva un legame di parentela con il defunto può fare richiesta di detrazione.

Se le spese del funerale sono state affrontate da più familiari, la detrazione potrà essere ripartita tra tutti, mediante una dichiarazione di ripartizione delle spese.






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